Origin Green
come la carne irlandese risponde alla sfida della sostenibilità

Andrea Segrè Pascoli Federico Quaranta
certificazione della carne irlandese
Irish Countryside Andrea Segrè

Origin Green: come la carne irlandese risponde alla sfida della sostenibilità

Andrea Segrè, economista e professore universitario, ci spiega perché Origin Green, il programma irlandese per promuovere la sostenibilità, è un modello da seguire

La sostenibilità come sfida globale

La sfida più grande che il mondo sta affrontando oggi è quella di garantire la sostenibilità economica, ambientale e sociale delle nostre azioni sul pianeta. Una sfida resa ancora più grande dall’emergenza della pandemia Covid-19, visto l’impatto che il virus sta avendo a livello globale.

Negli ultimi anni, progressivamente, lo sviluppo sostenibile è entrato tanto nelle conferenze internazionali quanto nel lessico comune. Oggi sono quindi in molti ad avere un’idea, più o meno precisa, di cosa significhi il termine sostenibilità. Questa è già una conquista perché, come afferma Andrea Segrè, “la conoscenza è il motore di ogni cambiamento”.

La soluzione a questa sfida, che ci sembra così impossibile da vincere, forse è più vicina di quanto crediamo. Come ci spiega Andrea Segrè, economista e professore di politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna, basta prendere ispirazione dalla natura.

Un modo per avvicinarsi ad uno sviluppo sempre più sostenibile è l’applicazione dell’economia circolare. Secondo questo modello, i prodotti possono essere riparati, riusati e riciclati per ridurre il ricorso a nuove risorse. Si tratta di un approccio in antitesi con l’attuale modello lineare di produzione e consumo, basato sull’impiego di materie prime per realizzare beni che, dopo l’utilizzo, diventano rifiuti.

L’economia circolare porta con sé un nuovo modello di business che anche le imprese stanno cogliendo come una grande opportunità. Questo dimostra che è possibile coniugare positivamente crescita economica, tutela ambientale e inclusione sociale. Si potrebbe anzi dire che la sostenibilità aiuta il business: crea valore per il territorio e la società.

Origin Green: un modello di sostenibilità condivisa

“In questo contesto, così dinamico e oggi particolarmente sfidante vista l’emergenza pandemica in corso, si inquadra perfettamente il ‘caso’ di Origin Green che mira a promuovere la sostenibilità nel settore alimentare e delle bevande in modo coerente rispetto agli obiettivi generali sopra richiamati” afferma il Prof. Andrea Segrè. “Si tratta di un’iniziativa unica nel suo genere anche perché, coinvolgendo i principali attori della filiera agro-alimentare – aziende agricole, industria di trasformazione, distribuzione e consumo alimentare – mette in stretta relazione il settore privato con quello pubblico. La governance della sostenibilità non può prescindere da questa partnership strategica: il successo di Origin Green passa anche da qui.”

Origin Green è l’unico programma al mondo che, su scala nazionale, promuove il miglioramento della sostenibilità lungo l’intera catena di approvvigionamento. Il programma coinvolge gli agricoltori, i produttori, i rivenditori e le aziende di servizi alimentari.

Inoltre, collabora con oltre 53.000 aziende agricole e 320 aziende irlandesi del settore food&beverage. L’obiettivo è certificare e migliorare la sostenibilità del cibo che producono, così da rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei clienti e dei consumatori globali.

“Del resto l’alleanza strategica fra i diversi stakeholder permette non solo di fissare degli obiettivi condivisi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica ma anche di misurare con degli strumenti appropriati i progressi fatti. Questo è un altro elemento di successo del programma Origin Green.

In questo modo biodiversità, riduzione della CO2, sicurezza alimentare e benessere animale, rientrano a pieno titolo in un modello di business sostenibile, perché di questo si tratta, che non solo fa crescere il sistema agro-alimentare ma aumenta anche una cultura diffusa della sostenibilità a beneficio di tutte le componenti dell’opinione pubblica, a partire dai più giovani.”

Ridurre le emissioni senza compromettere la produzione

In Irlanda l’agricoltura genera un terzo delle emissioni totali di gas serra. Secondo il piano d’azione per il clima, la sfida a lungo termine del settore è ridurre le emissioni di carbonio senza compromettere la capacità di produrre cibo e bevande in modo sostenibile.

Dal Origin Green Progress Report emerge che le aziende agricole che hanno aderito a SBLAS nel 2014 hanno registrato una riduzione media del 5% di CO2 per unità di carne bovina prodotta. Le aziende agricole del settore lattiero-caseario hanno invece ridotto del 9% le emissioni di CO2 per unità di latte prodotto.

La filiera della carne bovina irlandese

La carne di manzo irlandese infatti può vantare una filiera caratterizzata da un approccio sostenibile che rispetta i ritmi della natura. L’Irlanda dispone di quasi 5 milioni di ettari di superficie agricola, di cui più dell’80% è dedicato al pascolo.

Gli animali vengono lasciati liberi per buona parte dell’anno e si cibano principalmente di erba fresca. Le frequenti piogge contribuiscono inoltre a mantenerla sempre verdeggiante.

Queste metodologie ripagano sia in termini di gusto che di proprietà nutrizionali. La carne irlandese è infatti caratterizzata da alti livelli di vitamine e sostanze nutritive, come ferro e acidi grassi Omega-3. A queste caratteristiche si aggiunge un sapore eccezionale.

Obiettivi misurabili per un miglioramento continuo

Sono stati compiuti grandi progressi nel campo della sostenibilità agro-alimentare, ma l’ambizione è di accelerare il ritmo di questo cambiamento. Per questo Origin Green si impegna a lavorare con partner nazionali e internazionali.L’obiettivo è migliorare le prestazioni del settore nel suo complesso e guidarlo verso un processo di miglioramento continuo.

Il programma consente ai produttori di stabilire e raggiungere obiettivi di sostenibilità misurabili. Questi obiettivi li aiutano a ridurre l’impatto ambientale e a ottenere maggiore efficienza nella gestione quotidiana delle loro attività.

Un caso innovativo secondo Andrea Segrè

“Per noi studiosi della sostenibilità agro-alimentare, Origin Green – il programma di Bord Bia, Irish Food Board – è un caso molto importante e innovativo. Importante perché riguarda un settore, quello agro-alimentare, particolarmente esposto alla sostenibilità ambientale: come noto c’è una stretta correlazione fra le modalità di produzione agricola e di consumo alimentare da una parte e i fattori che maggiormente impattano sul riscaldamento globale dall’altra,” afferma Segrè.

“È innovativo perché offre a tutti i principali portatori di interesse del sistema agro-alimentare irlandese – dal produttore al consumatore – una metodologia scientifica condivisa, partecipata e misurabile per la realizzazione di una filiera realmente sostenibile. Non da ultimo il programma si inserisce pienamente nella sfida globale che le Nazioni Unite stanno portando avanti con l’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile del 2015, sfida resa ancora più complessa dall’emergenza della pandemia Covid-19, visto l’impatto che il virus sta avendo a livello mondiale.”

Andrea Segrè

Dal 2000 è professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Università di Bologna. Nello stesso Ateneo è stato preside della Facoltà di Agrarie dal 2005 al 2012 e direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dal 2012 al 2015.

Ha insegnato Economia circolare all’Università di Trento dal 2015 al 2018. Studia e applica i fondamenti dell’ecologia economica, circolare e sostenibile.

È fondatore di Last Minute Market-impresa sociale, spin off accreditato dell’Università di Bologna. È inoltre ideatore della campagna Spreco Zero e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile.

Attualmente è presidente della Fondazione F.I.CO e del Centro Agroalimentare di Bologna. Dal 2015 al 2020 è stato presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il Premio internazionale Pellegrino Artusi nel 2012. È autore di articoli pubblicati su riviste internazionali e nazionali. Il suo ultimo saggio è uscito per Rizzoli nel 2019: “Il metodo spreco zero”. www.andreasegre.it