Pascolo irlandese

Sostenibilità e Origin Green con Federico Quaranta

Antiche tradizioni e innovazione: secondo Federico Quaranta l’impegno degli allevatori irlandesi per migliorare l’agricoltura sostenibile è ammirevole

Il popolare scrittore, personaggio tv ed esperto di tematiche ambientali, spiega il modello sostenibile e virtuoso di economia circolare irlandese certificato dal programma Origin Green

Riportare in equilibrio il rapporto dell’uomo con la terra, valorizzando il ruolo degli agricoltori e degli allevatori consapevoli che ne sono i custodi e comprendere come e quanto le scelte di acquisto dei consumatori influiscano su questo processo è l’impegno di Bord Bia, l’ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari irlandesi.

Il 99% delle aziende agricole in Irlanda è di proprietà familiare, una tradizione che passa con orgoglio di generazione in generazione. Federico Quaranta, scrittore e divulgatore scientifico in ambito ambientale, nonché noto conduttore televisivo, si è interessato a questa realtà proprio perché ad essere protagonista non è un sistema industriale ma, come lui afferma “è un approccio di cultura rurale antica e basata sui rapporti umani all’interno di una comunità di persone. Si tratta di famiglie, possessori di piccole mandrie, che sono riusciti a creare imprese moderne, grazie anche a investimenti in tecnologia e sistemi per arrivare all’autosufficienza energetica”.

Per questo nel 2012 nasce Origin Green, il programma su scala nazionale, che promuove il miglioramento della sostenibilità lungo l’intera catena di approvvigionamento, dagli agricoltori ai produttori, fino ai rivenditori e alle aziende di servizi alimentari, a cui hanno aderito ad oggi oltre 55.000 aziende agricole, affinché tutte le produzioni rurali del paese possano affrontare il cruciale periodo di transizione ecologica supportate da studi scientifici, dati e iniziative energetiche. Il risultato raggiunto secondo Federico Quaranta è eclatante, tanto da poter rappresentare un esempio a livello internazionale, e confermato dall’Origin Green Progress Report del 2021: ad oggi, oltre 1 milione di alberi sono stati piantati per preservare la biodiversità; inoltre, sono state effettuate oltre 290.000 valutazioni dell’impronta di carbonio, che evidenziano una riduzione media del 6.3% di CO2 per unità di carne bovina prodotta.

Affinché si mantenga nel tempo questo circolo virtuoso tra gli anelli della supply chain, e si raggiunga l’obiettivo di sostenibilità, i sistemi produttivi irlandesi si muovono per cambiare il modello di crescita da lineare a circolare: modello socio-economico secondo cui ogni prodotto viene riutilizzato, valorizzato e rimesso in circolo generando nuova vita, senza sprechi né rifiuti. Molti sottoprodotti di filiera alimentare, provenienti sia dai campi, sia dai processi di trasformazione, hanno come destino nuovi usi agricoli sostenibili come la produzione di fertilizzanti naturali e di nuovo cibo per gli animali stessi.

In questo modo nulla viene sprecato e tutto si trasforma in linfa vitale pulita. Dev’essere un moto spontaneo, un progetto valoriale, una catena che non si può spezzare: terra sana e fertile, aria pura e salubre, acqua limpida e potabile, erba ricca e integra. La più remota tradizione degli allevatori irlandesi incontra le tecnologie benigne ed evolute per guardare al futuro senza dimenticare mai le proprie radici. È il concetto stesso di rispetto: re-spectare, ovvero guardare dietro per riconoscersi profondamente ritrovando conoscenze antiche radicate e trasmesse dai padri ai figli” commenta Federico Quaranta.

Con oltre 13.000 iniziative di risparmio energetico, i 55.000 allevatori e le oltre 300 aziende del settore food&drink, membri di Origin Green, hanno potuto intraprendere azioni concrete per diventare più sostenibili a livello economico, sociale e ambientale e giocare la loro parte negli obiettivi del cambiamento climatico, migliorando i requisiti della sostenibilità dell’agricoltura irlandese. Ogni azienda ha un piano di sostenibilità quinquennale, i cui progressi vengono riesaminati annualmente. Una sostenibilità certificata, che garantisce la qualità di questa carne attraverso una filiera interamente tracciata.

La linea di allevamento della carne irlandese si impegna ad applicare principi di economia circolare lungo tutta la sua filiera. I capi di bestiame vengono svezzati e nutriti con il metodo Grass Fed, per cui l’erba deve costituire almeno il 90% dell’alimentazione durante tutta la vita di ogni animale, percentuale misurabile grazie allo Standard Grass Fed introdotto da Bord Bia, in ambienti sani e ideali in cui il concetto di benessere animale viene portato al massimo della sua espressione. Controlli stringenti, adottati in primis per tutelare la propria terra e di conseguenza anche i capi di bestiame che la pascolano, e i consumatori finali, di cui il 46% reputa che le proprie scelte abbiano un impatto decisivo sull’ambiente, rendono il sistema irlandese una vera eccellenza e la loro carne “Buona per Natura”.

La sostenibilità è raggiunta quando nelle attività di produzione agricola, la capacità dell’ambiente di rigenerare le risorse utilizzate è pari a ciò che si è utilizzato, quando come nel caso degli allevamenti irlandesi, le buone pratiche agricole consentono a quello che io amo chiamare equi-sistema (sistema in equilibrio) di creare più di ciò che si consuma, allora il bene diventa globale, comune e a disposizione degli altri comparti che godono della virtù agricola” afferma Federico Quaranta. “Fa bene a noi, fa bene alla Terra, come recita un ottimo adagio popolare”.

 

A proposito di Federico Quaranta

Federico Quaranta nasce a Genova nel 1967. Dopo gli studi superiori ed universitari inizia a lavorare nell’organizzazione di eventi e come direttore di prodotto per aziende del gruppo Alpitour all’interno del quale diventa anche relatore e motivatore della forza vendita. Dal 2005 ad oggi è autore e collaboratore per produzioni tv dedicate al mondo dell’enogastronomia (Rai1, Radio2, Ballandi, Gambero Rosso, Alice tv, Arcobaleno tre, etc.), giornalista freelance per La Stampa di Torino, Libero, Bibenda, Spirito divino, Winenews ed altre testate del settore sia cartacee che web. Conduttore radiofonico e televisivo delle più importanti reti italiane per trasmissioni legate al greenfood, wine ed eccellenze del territorio italiano.